mercoledì 9 novembre 2016

Legittimo il licenziamento per assenza ingiustificata anche se c'è discrasia con la lettera di contestazione

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Il caso

A seguito dell'assenza dal lavoro protrattasi nei giorni 10 ed 11 maggio e motivata da vessazioni che il dipendente assume di aver subito, il datore di lavoro intima a quest'ultimo di rendere le proprie giustificazioni e di riprendere il lavoro senza indugio.

Ciò nondimeno il lavoratore, con lettera del 18 maggio, ribadisce le ragioni della propria assenza, sicché il datore di lavoro in data 22 maggio, perdurando la sua assenza ingiustificata, procede al licenziamento.

Senonché, mentre la lettera di incolpazione fa riferimento a soli due giorni di assenza, invece il provvedimento espulsivo contempla anche le assenze protrattesi dal 12 al 22 maggio.

Il lavoratore, quindi, impugna il licenziamento.

La decisione

La Corte di Cassazione dà ragione all'azienda.

Secondo la Corte, infatti, l'oggetto della contestazione va individuato nella assenza ingiustificata dal lavoro.

Nella fattispecie il lavoratore stesso, con la lettera del 18 maggio:

  • ha confermato la propria pregressa assenza dal lavoro;
  • ha ribadito la volontà di non riprendere l'attività lavorativa;
  • ha scientemente protratto la sua condotta nella consapevolezza del suo rilievo sul piano disciplinare.

Il licenziamento è quindi legittimo.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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