lunedì 7 novembre 2016

Legittimo il licenziamento del superiore che non si accorge del furto del proprio subordinato

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Il caso

Un dipendente delle Poste si impossessa delle somme depositate sul libretto di un risparmiatore.

Il direttore non se ne accorge e per questo viene licenziato per giusta causa.

Il direttore però impugna il licenziamento sostenendo, tra l'altro, che il fatto gli è stato contestato tardivamente.

Dopo vari gradi di giudizio la questione viene esaminata dalla Cassazione, la quale conferma la legittimità del licenziamento.

La motivazione

Secondo la Cassazione il superiore è licenziabile non solo quando commette direttamente il fatto illecito, ma anche nell'ipotesi in cui, per superficialità o negligenza, non si accorge o faccia finta di non accorgersi di comportamenti illeciti dei propri subordinati.

Ciò deriva dal fatto di rivestire un ruolo apicale, nonché dalla fiducia e dal superiore affidamento riconosciutigli dal datore di lavoro.

Nella fattispecie il direttore è venuto meno ai suoi doveri di dipendente e si è reso protagonista di un comportamento negligente che ha permesso la commissione del fatto illecito da parte del subordinato.

Quanto all'eccezione riguardante la tardività della contestazione, essa non può essere accolta dal momento che quando la vicenda è particolarmente complessa, come appunto in questo caso, i tempi possono allungarsi.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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