lunedì 21 novembre 2016

Annullabili le dimissioni rassegnate dal lavoratore incapace di intendere e di volere

Vedi anche:


Il caso

Un lavoratore affetto da una grave patologia psichiatrica si dimette.

Dopo qualche tempo, però, il dipendente si pente ed impugna le proprie dimissioni, chiedendo di ritornare al lavoro.

A questo punto l'azienda si oppone e ne nasce un contenzioso che, dopo vari gradi di giudizio, viene esaminato dalla Cassazione.

La decisione e la motivazione

La Cassazione accoglie la domanda del lavoratore.

Le dimissioni, infatti, sono state presentate quando egli era incapace di intendere e di volere, per cui non hanno alcun valore.

La Corte d'Appello, nel precedente grado di giudizio, ha omesso di considerare l'esistenza di 2 certificati medici.

Il primo, redatto pochi giorni prima della presentazione delle dimissioni, attestante la schizofrenia del dipendente e la conseguente cura presso un centro di salute mentale; il secondo, di qualche tempo anteriore, dal quale si evince una patologia psicotica necessitante di un trattamento duraturo.

La Corte d'Appello ha inoltre sbagliato nel momento in cui non ha consentito una perizia per accertare se le dimissioni sono state presentate in un lucido intervallo del lavoratore o quando era incapace di intendere e di volere.

Per tali ragioni, la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado ed ha rimesso la causa dinanzi ad altra sezione della Corte d'Appello, la quale dovrà ora riconsiderare i fatti.

Vedremo in seguito quale sarà la decisione.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

Nessun commento:

Posta un commento