lunedì 3 ottobre 2016

Illegittimo il licenziamento basato sulla condotta tenuta dopo il furto di modico valore

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Il caso

Un dipendente di una grande catena di ipermercati ruba un oggetto del valore di pochi euro.

All'uscita suona il dispositivo antitaccheggio, per cui il lavoratore viene invitato a svuotare le tasche.

Il dipendente tira fuori tutto quello che ha, tranne l'oggetto sottratto, il quale è di piccole dimensioni.

Uscito dall'edificio, cerca di disfarsi dell'oggetto, ma viene scoperto da un addetto alla sicurezza che lo seguiva.

A questo punto il lavoratore sostiene che l'oggetto gli appartiene.

Senonché l'azienda non gli crede, per cui intima il licenziamento per giusta causa.

Il provvedimento viene impugnato, ma sia nel primo che nel secondo grado di giudizio viene confermata la legittimità del licenziamento.

La Corte d'Appello, in particolare, ritiene che il comportamento posto in essere dal dipendente (soprattutto successivamente al furto), faccia venir meno il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, e ciò anche se l'oggetto sottratto è di poco valore.

Anche questa volta il lavoratore impugna la pronuncia e la Corte di Cassazione, sorprendentemente, ribalta l'esito dei precedenti giudizi.

La motivazione

Secondo la Cassazione il valore esiguo dell'oggetto sottratto ed il comportamento successivo tenuto dal dipendente non denotano particolare gravità e non rompono il vincolo di fiducia con il datore, per cui non giustificano l'applicazione della sanzione massima, quale appunto è il licenziamento.

Il comportamento successivo, in particolare, costituisce una reazione istintiva del lavoratore, dovuta al panico per essere stato scoperto ed alle conseguenze che ne potevano derivare.

Ciò, insieme all'unicità dell'episodio, alla modestia del bene rubato, alla mancanza di precedenti disciplinari in 16 anni di servizio, rende sproporzionata la sanzione adottata.

Il datore, dunque, ben avrebbe potuto applicare una sanzione minore, comunque conservativa del rapporto di lavoro.

Sulla base di queste considerazioni, la Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento ed ha disposto la reintegrazione del dipendente nel posto di lavoro.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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