lunedì 12 settembre 2016

Illegittimo il licenziamento del lavoratore in malattia perché caduto in servizio



Il caso

Un dipendente comunale sale su una scala per prendere alcune pratiche da uno scaffale.

La scala però si rompe ed il lavoratore cade procurandosi lesioni.

Inizia così un lungo periodo di malattia e, dopo vari mesi, il dipendente supera anche il periodo di comporto, cioè il tempo massimo entro il quale il lavoratore può rimanere in convalescenza senza rischiare di essere licenziato.

Per tale ragione il Comune lo licenzia.

Il dipendente però impugna il licenziamento, sostenendo di essere in malattia a causa di un infortunio sul lavoro, e quindi di poter rimanere in convalescenza anche oltre il periodo di comporto.

Nel secondo grado di giudizio la Corte d'Appello dà ragione al lavoratore, ritenendo che lo stesso possa conservare il posto fino alla guarigione; del resto alcuni testimoni hanno dichiarato che l'infortunio è avvenuto proprio in occasione dell'attività lavorativa.

Non è tuttavia d'accordo il Comune, il quale propone ricorso per cassazione.

Senonché anche la Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento.

La motivazione

Secondo la Cassazione, salire su una scala per prendere alcune pratiche dallo scaffale deve considerarsi “occasione di lavoro”.

Trattasi infatti di attività prodromica allo svolgimento delle mansioni.

Per tale ragione il dipendente può rimanere in malattia anche oltre il periodo di comporto, senza rischiare di essere licenziato.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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