lunedì 18 luglio 2016

Legittimo il licenziamento del direttore di banca che concede credito con superficialità e viola la riservatezza dell'istituto

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Il caso

Un direttore di banca viene accusato di vari comportamenti negligenti:

  • aver concesso anticipi sulla base di semplici fotocopie di fatture;
  • aver concesso un mutuo per un importo superiore rispetto a quello consentito;
  • aver permesso a terzi estranei alla banca di accedere a terminali accesi per immettere dati riguardanti un mutuo fondiario.

Per tali motivi l'istituto di credito lo licenzia.

Il provvedimento però viene impugnato.

Il direttore, in particolare, si difende sostenendo che:

  • in banca non era affisso il codice disciplinare;
  • la persona che ha avuto accesso al terminale non era un estraneo, bensì un ex dipendente dell'istituto;
  • pertanto il licenziamento deve ritenersi sproporzionato.

Dopo vari gradi di giudizio la questione viene esaminata dalla Cassazione, la quale conferma la legittimità del licenziamento.

La motivazione

Secondo la Cassazione, nel caso di specie non era necessaria l'affissione del codice disciplinare.

Un dipendente in posizione apicale quale il direttore, infatti, dovrebbe conoscere i comportamenti aziendali vietati a prescindere dall'affissione del codice disciplinare, in quanto dovrebbe curarne egli stesso il rispetto da parte dei subordinati.

Nella fattispecie, inoltre, il direttore ha violato i principi della riservatezza e della correttezza.

Il licenziamento, infine, può dirsi proporzionato in quanto il comportamento posto in essere si è dimostrato contrario agli interessi aziendali, ha creato disvalore ambientale nei confronti degli altri dipendenti ed ha leso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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