lunedì 27 giugno 2016

Legittimo il licenziamento del dipendente assente, scoperto dall'azienda attraverso facebook

Vedi anche:


Il caso

Un dipendente si assenta dal posto di lavoro per effettuare una telefonata.

Durante la sua assenza un macchinario si blocca e l'azienda se ne accorge.

A questo punto scattano dei controlli e, nell'armadietto del lavoratore, viene trovato un tablet acceso e collegato in rete.

Ma l'azienda non si accontenta.

Crea infatti un falso profilo facebook femminile e chiede l'amicizia al dipendente, il quale non solo l'accetta, ma durante l'orario di lavoro si mette a chattare.

Dimostrata quindi la negligenza del lavoratore, l'azienda lo licenzia per giusta causa.

Il provvedimento tuttavia viene impugnato dal dipendente e, dopo vari gradi di giudizio, la questione viene esaminata dalla Cassazione, la quale conferma la legittimità del licenziamento.

La motivazione

Secondo la Cassazione, regola generale vuole che l'azienda possa controllare il lavoratore senza tuttavia lederne la riservatezza.

Tuttavia quando c'è la necessità di accertare condotte illecite, può essere annullata ogni forma di garanzia della dignità del dipendente, e sono ammissibili anche controlli occulti (come appunto avvenuto nel caso di specie).

Scopo del controllo in questione, infatti, non era accertare la regolarità della prestazione lavorativa, ma comportamenti che potessero mettere a rischio il regolare funzionamento aziendale e la sicurezza dei macchinari.

Il controllo, pertanto, non è stato invasivo.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

Nessun commento:

Posta un commento