lunedì 23 maggio 2016

Illegittimo il licenziamento collettivo annunciato per generiche esigenze di riduzione dei costi, ma sfociato nella chiusura di una sola sede

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Un'azienda con varie sedi distribuite sul territorio nazionale apre una procedura di licenziamento collettivo.

Dopo aver annunciato una generica esigenza di riduzione dei costi, però, la procedura sfocia nella chiusura di una singola sede e nel licenziamento dei dipendenti che ivi operano.

Tra questi, una lavoratrice decide di impugnare il licenziamento.

In primo grado il Tribunale respinge il ricorso.

In secondo grado, invece, la Corte d'Appello accoglie la domanda, ritenendo inadeguata la motivazione di avvio della procedura.

L'azienda, infatti, ha posto alla base del licenziamento un'esigenza di riduzione dei costi complessivi, senza tuttavia indicare un'esigenza particolare per la sede che poi è stata chiusa.

Ha quindi violato i criteri di scelta del personale perché non ha effettuato una comparazione tra tutti i lavoratori impiegati presso le varie sedi.

Nel successivo grado di giudizio, la Cassazione condivide tali considerazioni.

Secondo la Corte, infatti, le informazioni che l'azienda deve fornire ai sindacati nel momento in cui avvia la procedura di licenziamento collettivo, devono essere adeguate, altrimenti i licenziamenti che ne conseguono sono inefficaci.

Se l'azienda ha intenzione di chiudere una singola sede, deve spiegare il perché, cioè deve indicare le esigenze che giustificano la soppressione di quei posti di lavoro.

L'azienda, quindi, non può prima annunciare una generica esigenza di riduzione dei costi complessivi, e poi limitare i licenziamenti ai dipendenti che operano presso una singola sede.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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