lunedì 14 marzo 2016

Licenziamento del dirigente pubblico e parere del Comitato dei Garanti

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Il caso

Il dirigente di un'Amministrazione dello Stato prende ripetutamente posizione nella materia in cui è competente l'Ente, sostenendo tesi dirette a dimostrare l'inefficacia dei piani di intervento adottati.

Per l'Amministrazione, questo comportamento reca grave pregiudizio all'attuazione delle politiche elaborate in tale settore, per cui viene aperto un procedimento disciplinare a carico del lavoratore.

Durante il procedimento viene sentito anche il Comitato dei Garanti (organo deputato ad esprimere pareri in materia di sanzioni disciplinari da applicare a dipendenti di amministrazioni dello Stato), il quale fornisce parere favorevole al licenziamento.

L'Amministrazione quindi, adeguandosi al parere, intima il recesso, ma questo viene prontamente impugnato dal lavoratore.

Nel primo e nel secondo grado di giudizio il licenziamento viene dichiarato illegittimo.

Allo stesso modo si esprime la Cassazione.

La motivazione

Secondo la Corte di Cassazione, nel caso di specie il parere del Comitato dei Garanti è irrilevante.

Esso, infatti, rileva solo in materia di responsabilità dirigenziale (cioè di responsabilità gestionale per il mancato raggiungimento di obiettivi e per grave inosservanza delle direttive impartite) e non anche in materia di responsabilità disciplinare (cioè di irrogazione di sanzioni disciplinari).

In secondo luogo, gli addebiti mossi al lavoratore, anche se riferiti alle modalità con cui le opinioni sono state espresse, sono estremamente generici, per cui ne risulta leso il suo diritto di difesa.

Ciò premesso, la Cassazione ha ordinato la reintegrazione del dirigente pubblico nel posto di lavoro, ritenendo applicabile l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

Vedi anche:


Per il licenziamento del dirigente nel settore privato, invece, clicca qui.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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