lunedì 28 marzo 2016

Il disabile può essere licenziato durante il periodo di prova anche senza comunicazione scritta


Il caso

Un lavoratore disabile viene assunto in seguito ad avviamento obbligatorio.

Il contratto di lavoro è a tempo indeterminato e prevede un periodo di prova di 6 mesi.

Dopo qualche settimana, però, il datore ritiene che l'esperimento non sia stato superato, per cui, quando ancora non è terminato il periodo di prova, licenzia il lavoratore.

Il licenziamento però non è accompagnato da una formale comunicazione scritta, sicché il lavoratore lo impugna, lamentando la mancanza della forma scritta e della relativa motivazione.

Dopo vari gradi di giudizio la questione viene affrontata dalla Corte di Cassazione, la quale dichiara che il licenziamento è legittimo e condanna il lavoratore disabile al pagamento delle spese processuali.

La motivazione

Secondo la Cassazione, durante il periodo di prova (compreso quello che interessa un lavoratore disabile assunto attraverso l'avviamento obbligatorio) il datore il quale, ritenendo non superato l'esperimento, intende licenziare il lavoratore, non ha l'onere di adottare la forma scritta e di comunicare espressamente le ragioni poste alla base del recesso.

La ragione che giustifica il licenziamento, infatti, è facilmente desumibile: essa consiste nella valutazione negativa della prova.

Il lavoratore, quindi, per contestare adeguatamente il suo licenziamento, avrebbe dovuto provare di aver svolto efficacemente (tenuto conto delle sue menomazioni) il periodo di prova.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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