lunedì 22 febbraio 2016

Illegittimo il licenziamento del lavoratore demansionato ed assegnato ad un servizio soppresso di lì a poco

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La vicenda

Un lavoratore addetto al servizio marketing, per un intero anno, viene sottoposto a dequalificazione professionale.

Dopo di che viene assegnato ad un servizio creato apposta per lui che però, dopo soli 2 mesi, viene soppresso.

A questo punto l'azienda intima il licenziamento per soppressione del posto di lavoro, ma il dipendente impugna il recesso sostenendo che lo stesso è illegittimo.

Chiede altresì che gli venga riconosciuto il demansionamento ed il mobbing subìto.

Dopo vari gradi di giudizio la questione viene esaminata dalla Corte di Cassazione, la quale dichiara l'illegittimità del licenziamento e riconosce il demansionamento.

La motivazione

Secondo la Cassazione, anzitutto va riconosciuto il demansionamento.

Le nuove mansioni, in effetti, non sono aderenti alle competenze del lavoratore e non sono idonee a salvaguardare il suo livello professionale, nonché ad arricchire il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze.

Ciò è dimostrato dal fatto che al dipendente non è stato fornito nemmeno un personal computer con il quale navigare in rete alla ricerca di potenziali clienti.

Quanto al licenziamento, esso è illegittimo per motivazione insufficiente, dal momento che il servizio al quale è stato assegnato il lavoratore è stato soppresso dopo appena 2 mesi, sicché è lecito dubitare che l'azienda avesse già programmato il licenziamento del dipendente.

La Cassazione ha quindi rimesso la causa dinanzi alla Corte d'Appello, la quale dovrà ora verificare se il licenziamento è stato premeditato.

Vedremo quindi quale sarà la sorte del lavoratore.

Vedi anche:



Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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