lunedì 25 gennaio 2016

L'assenza ingiustificata non può essere equiparata alla volontà del lavoratore di rassegnare le proprie dimissioni


La vicenda

Un lavoratore contrae una malattia e per questo si assenta dal lavoro per 10 giorni.

L'assenza però non viene giustificata, sicché l'azienda considera l'allontanamento senza spiegazioni come la volontà del lavoratore di rassegnare le proprie dimissioni (c.d. dimissioni implicite o per fatti concludenti):

Terminata la malattia il lavoratore pretende di ritornare al suo impiego, ma l'azienda glielo impedisce, sostenendo che si sono oramai perfezionate, sia pure implicitamente, le sue dimissioni.

Ne nasce un contenzioso che in primo grado vede prevalere l'azienda: il Tribunale, infatti, dichiara che l'assenza dal lavoro, se ingiustificata, può denotare la volontà del dipendente di rassegnare le sue dimissioni.

Il lavoratore però impugna la decisione e, alla fine, la questione giunge dinanzi alla Cassazione, la quale ribalta il provvedimento di primo grado.

La motivazione

Secondo la Cassazione, il comportamento tenuto dal lavoratore non può rivelare la sua intenzione di rassegnare le dimissioni, dal momento che queste ultime necessitano di una volontà chiara ed espressa della parte.

La cessazione del rapporto di lavoro, inoltre, può avvenire o per volontà espressa del lavoratore (mediante le dimissioni) o per effetto di una contestazione operata dal datore di lavoro (che sfocia nel licenziamento).

Terze vie non sono ammesse.

Nel caso di specie, comunque, è stato accertato che il dipendente aveva avvisato telefonicamente l'azienda riguardo alla sua malattia e che il datore, sia pur in assenza di un certificato medico, aveva applicato in busta paga la voce “aspettativa per malattia 50%”.

Ha sbagliato quindi il Tribunale che in primo grado non ha indagato la reale volontà del lavoratore.

Ma ha sbagliato anche l'azienda la quale avrebbe potuto semplicemente contestare l'assenza ingiustificata del dipendente e così addivenire ad un licenziamento disciplinare dello stesso.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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