lunedì 11 gennaio 2016

Il dipendente pubblico che svolge consulenza privata in ufficio può essere licenziato anche senza previa diffida

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La vicenda

Un dipendente dell'Agenzia delle Entrate viene sorpreso a fornire consulenza fiscale privata in ufficio.

Secondo gli accertamenti, i clienti “serviti” sarebbero addirittura sedici.

Per tali motivi, l'Amministrazione decide di aprire un procedimento disciplinare a carico del lavoratore, il quale si conclude con il licenziamento per giusta causa dello stesso.

Il dipendente impugna la decisione sostenendo che il licenziamento non è stato preceduto dalla diffida ad interrompere l'attività di consulenza privata, e quindi sostanzialmente per un vizio di forma.

Senonché sia nel primo che nel secondo grado di giudizio i magistrati ritengono che il licenziamento sia legittimo.

Il lavoratore, allora, propone ricorso per cassazione, ma anche in questa sede si vede negare le proprie ragioni.

La motivazione

Secondo la Cassazione, l'omissione della diffida non impedisce l'esercizio del potere disciplinare da parte dell'Amministrazione.

In secondo luogo, il rilevante numero delle consulenze private denota la gravità del comportamento del dipendente, lede il rapporto di fiducia tra datore e lavoratore, e quindi consente l'esercizio del potere disciplinare.

Nella fattispecie, inoltre, il dipendente era anche stato condannato per concussione, in quanto era stato sorpreso ad intascare somme di denaro al fine di fornire chiarimenti ed informazioni in merito ad una pratica.

Tutti questi elementi giustificano ampiamente il licenziamento.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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