lunedì 28 dicembre 2015

L'assoluzione in sede penale non salva il lavoratore dal licenziamento

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La vicenda

Un lavoratore esercente la mansione di sorvegliante della produzione viene trovato in possesso di alcuni beni fabbricati in azienda.

Scatta quindi a suo carico una denuncia per furto e, allo stesso tempo, l'azienda apre un procedimento disciplinare.

Senonché, mentre il procedimento penale si conclude con l'assoluzione del lavoratore (in quanto il valore dei beni sottratti è irrisorio), invece il procedimento disciplinare si chiude con il licenziamento del dipendente.

A questo punto il lavoratore impugna il provvedimento e, nel secondo grado di giudizio, la Corte d'Appello dichiara illegittimo il licenziamento.

L'azienda si vede quindi costretta a proporre ricorso per cassazione, e questa volta l'esito del giudizio è diverso.

La motivazione

Secondo la Corte di Cassazione il procedimento penale e quello disciplinare sono autonomi.

L'assoluzione in sede penale, quindi, non porta automaticamente a dichiarare l'insussistenza dei fatti in sede disciplinare.

I fatti commessi dal lavoratore, dunque, pur essendo irrilevanti in sede penale, possono diventare decisivi in sede disciplinare.

Nel caso di specie la Corte di Cassazione ha tenuto conto del fatto che il dipendente svolgeva una funzione particolarmente delicata, vale a dire quella di controllore, e che quindi il suo comportamento poteva costituire un cattivo esempio per gli altri lavoratori.

Se da un lato il danno prodotto è stato esiguo, dall'altro la condotta posta in essere costituisce valore sintomatico rispetto ai comportamenti futuri (nel senso che il lavoratore potrebbe commettere nuovamente gli stessi fatti), e quindi mette in dubbio la futura correttezza del dipendente.

Inoltre l'episodio accaduto è comunque idoneo a ledere il rapporto di fiducia tra datore e lavoratore.

Per tutti questi motivi, la Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda ed ha rinviato la causa ad un'altra sezione della Corte d'Appello, la quale dovrà ora nuovamente pronunciarsi sulla vicenda, tenendo conto dell'autonomia tra procedimento penale e disciplinare.

Vedremo quindi quale sarà la decisione della Corte d'Appello.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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