lunedì 23 novembre 2015

Legittimo, se sussistono effettivi motivi economici, il licenziamento per rifiuto della riduzione lavorativa oraria

Vedi anche:

Guida al Licenziamento Economico (o per Giustificato Motivo Oggettivo)

Soluzioni e Rimedi Alternativi al Licenziamento Economico

Una lavoratrice viene assunta da un'azienda convenzionata con la Asl con la qualifica di direttrice sanitaria.

Successivamente, però, la scadenza della convenzione porta ad un deterioramento della situazione finanziaria aziendale, cui il datore di lavoro intende sopperire mediante una riorganizzazione economica, con riduzione dei costi del personale.

Per tale ragione l'azienda propone alla lavoratrice un dimezzamento dell'orario di lavoro, e quindi della retribuzione.

Senonché la dipendente rifiuta e per questo motivo viene licenziata.

La questione finisce in giudizio, ma sia in primo che in secondo grado la lavoratrice vede respingere le proprie pretese.

Secondo la Corte d'Appello il licenziamento è giustificato da motivi economici dimostrati e da scelte organizzative che non possono essere sindacate.

A questo punto, però, la dipendente propone ricorso per cassazione, lamentando che:

  • successivamente al suo licenziamento l'azienda ha ricevuto una nuova commessa dalla Asl, per un importo addirittura superiore rispetto a quello dell'anno precedente, il che smentirebbe la sussistenza delle condizioni economiche sfavorevoli;
  • è vero che in presenza di motivi economici l'azienda può legittimamente licenziare il dipendente che rifiuta la trasformazione del proprio contratto a tempo indeterminato in contratto a tempo determinato, ma se le esigenze economiche sono simulate e frutto di scelte illecite, allora il rifiuto è legittimo ed il licenziamento ritorsivo e discriminatorio.

La Cassazione rileva che:

  • benché la sussistenza del motivo economico debba essere accertata alla data della comunicazione del licenziamento, devono essere valutate anche circostanze sopravvenute. Il deterioramento della situazione finanziaria, quindi, oltre a sussistere al momento del licenziamento, deve essere dovuto ad elementi non temporanei, cioè destinati a protrarsi nel tempo. Nel caso di specie l'esame della nuova commessa, anche se successiva di 3 mesi al licenziamento, avrebbe fatto comprendere se la scadenza precedente era definitiva, o se invece era ipotizzabile la possibilità di un rinnovo;
  • il datore il quale intende licenziare il lavoratore che rifiuta la riduzione di orario, ha l'onere di dimostrare che sussistono effettive esigenze economico – organizzative; nel caso di specie la Corte d'Appello non ha accertato se la situazione di crisi aziendale era tale da non tollerare il mantenimento della prestazione del lavoratore a tempo pieno.

Per tali motivi la Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado ed ha rinviato la causa ad altra Corte d'Appello, la quale dovrà ora accertare se sussiste o meno il motivo economico: se non sussiste, infatti, il licenziamento sarà illegittimo; se invece sussiste, il licenziamento sarà legittimo.

Vedi anche:

Guida al Licenziamento Economico (o per Giustificato Motivo Oggettivo)

Soluzioni e Rimedi Alternativi al Licenziamento Economico

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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