lunedì 2 novembre 2015

Legittimo il licenziamento economico se il lavoratore non allega concrete possibilità di reimpiego (repechage)

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Un'azienda in crisi decide di chiudere un punto vendita e di licenziare diversi dipendenti (c.d. licenziamento individuale plurimo).

Tra questi vi è un lavoratore con la qualifica di fattorino il quale impugna il licenziamento e chiede la reintegrazione nel posto di lavoro.

In primo grado il Tribunale, rilevando che il datore di lavoro è venuto meno al suo obbligo di repechage, cioè non ha verificato concretamente se il dipendente, prima di essere licenziato, poteva essere reimpiegato in altre mansioni, dichiara illegittimo il licenziamento e dispone la reintegra nel posto di lavoro.

In secondo grado invece la Corte d'Appello, ritenendo sussistenti i motivi economici, dichiara legittimo il licenziamento.

A questo punto il lavoratore propone ricorso per cassazione e basa la sua difesa sui seguenti punti:

  • il licenziamento non ha comportato un'effettiva riduzione dei costi aziendali, sia perché il dipendente era vicino alla pensione, sia in quanto non lavorava nel punto vendita chiuso;
  • il datore di lavoro non ha applicato i criteri di scelta previsti dalla normativa sui licenziamenti collettivi;
  • il datore di lavoro non ha adempiuto al suo obbligo di repechage.

Senonché anche la Corte di Cassazione dà ragione all'azienda.

Secondo la Corte, infatti:

  • premesso che la scelta del datore di chiudere il punto vendita è insindacabile dal giudice (a meno che essa non sia pretestuosa), nel caso di specie l'azienda era effettivamente in crisi, tant'è che nel corso del giudizio essa è fallita; sono quindi sussistenti i motivi economici che hanno portato al licenziamento;
  • la crisi aziendale ha portato al licenziamento di diversi lavoratori, tra cui tutti i fattorini, per cui il datore non aveva occasione di scegliere i dipendenti in esubero, essendo stati licenziati tutti i lavoratori nella medesima posizione contrattuale; inoltre i criteri di scelta previsti dalla normativa sui licenziamenti collettivi non sono automaticamente applicabili ai licenziamenti individuali plurimi;
  • il lavoratore non ha allegato concrete possibilità di reimpiego, cioè non ha indicato in giudizio in quali mansioni l'azienda avrebbe potuto reimpiegarlo; inoltre il datore ha correttamente escluso il repechage del dipendente, perché tutte le qualifiche più basse sono state egualmente investite dal provvedimento di licenziamento.

Il licenziamento è quindi legittimo.

Vedi anche:




Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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