lunedì 19 ottobre 2015

Licenziamento collettivo: l'accettazione della proposta di riassunzione non costituisce risoluzione consensuale del rapporto


Nell'ambito delle trattative in sede sindacale, ai lavoratori in esubero viene offerta una riassunzione presso l'azienda B, con mantenimento degli stessi livelli di inquadramento e retribuzione, per una durata del contratto non inferiore a 36 mesi.

I dipendenti accettano la proposta, ma anziché essere reimpiegati vengono collocati in cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) per 24 mesi e, in questo periodo, svolgono solo 6 mesi di lavoro effettivo.

A questo punto i lavoratori impugnano il loro licenziamento, lamentando la violazione dei criteri di scelta nell'individuazione dei dipendenti in esubero e chiedendo la reintegrazione nel posto di lavoro nei confronti delle 2 società.

Il loro ricorso è tuttavia respinto sia nel primo che nel secondo grado di giudizio.

Secondo la Corte d'Appello, in particolare, con l'accettazione della proposta di assunzione formulata dalla società B, i lavoratori hanno acconsentito alla cessazione del rapporto lavorativo con la società A, dando vita ad una risoluzione consensuale dello stesso rapporto, per cui non si è in presenza di licenziamento.

La motivazione non convince i dipendenti, i quali propongono ricorso per cassazione sostenendo che:

  • il licenziamento non è stato concordato, dal momento che lo hanno tempestivamente impugnato e che hanno subìto e non scelto l'intera procedura;
  • non sono stati indicati i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare e le relative modalità di attuazione.

Finalmente la Cassazione accoglie i rilievi dei lavoratori, dichiarando che non si è in presenza di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro ma di licenziamento vero e proprio.

Ciò lo si evince dal fatto che:

  • la promessa di reimpiego non è stata adempiuta;
  • i lavoratori, con alcune lettere di diffida, chiesero il rispetto degli impegni presi;
  • il licenziamento è stato impugnato.

Per tali motivi la Cassazione annulla la sentenza di secondo grado e rinvia la causa nuovamente dinanzi alla Corte d'Appello, la quale dovrà ora esaminare la fondatezza dei rilievi mossi avverso la procedura di licenziamento collettivo, ed in particolare se vi è stata violazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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