lunedì 28 settembre 2015

La mancata cessazione effettiva dell'attività determina l'illegittimità del licenziamento

Vedi anche:



Un venditore di auto viene licenziato a causa della chiusura del punto vendita (licenziamento per giustificato motivo oggettivo).

Il dipendente, tuttavia, impugna con ricorso il licenziamento e la questione finisce in giudizio.

Il Giudice del Lavoro accerta che l'azienda, dopo aver chiuso il punto vendita in cui era impiegato il lavoratore licenziato, ha aperto un altro punto vendita nello stesso Comune.

Non ricorre dunque il requisito della cessazione di attività.

Semmai si è trattato di un semplice trasferimento di sede.

Ciò è confermato dal fatto che nel nuovo punto vendita sono vendute auto delle stesse marche vendute precedentemente.

Non solo.

Il nuovo punto vendita è gestito da un lavoratore assunto successivamente al licenziamento del ricorrente ed esercente le sue stesse mansioni.

E' evidente quindi che nella fattispecie non ricorre il motivo oggettivo posto alla base del licenziamento.

Come se non bastasse, il datore di lavoro ha anche violato i criteri di scelta del lavoratore da licenziare, in quanto viene accertato che ad essere licenziato doveva essere il collega del ricorrente.

Per tutte queste ragioni viene dichiarata l'illegittimità del licenziamento e l'azienda è condannata a risarcire il danno al lavoratore.

Vedremo ora se l'azienda proporrà appello avverso la sentenza di primo grado.

Vedi anche:



Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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