lunedì 21 settembre 2015

Dimissioni: le parti possono concordare un prolungamento del termine di preavviso

Vedi anche:

Guida alle Dimissioni del Lavoratore

Le Dimissioni del Lavoratore con Contratto a Tempo Determinato

Le Dimissioni del Dirigente

Le Dimissioni e l'Incentivo all'Esodo

Un lavoratore, dopo essere stato assunto, sottoscrive con il datore di lavoro un accordo secondo il quale, in caso di dimissioni, il termine di preavviso da dare all'azienda dovrà essere maggiore di quello previsto dal contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro.

Qualche tempo dopo il lavoratore si dimette ma non rispetta il termine di preavviso concordato con il datore di lavoro, sicché quest'ultimo pretende il pagamento dell'indennità di mancato preavviso (piuttosto elevata).

A questo punto il dipendente si rivolge al Giudice del Lavoro, chiedendo che venga dichiarata la nullità del patto stipulato con l'azienda.

Tuttavia sia in primo che in secondo grado il lavoratore vede respingersi le proprie pretese.

In particolare la Corte d'Appello ritiene che l'accordo costituisca previsione non peggiorativa per il dipendente.

Avverso tale decisione il lavoratore propone ricorso per cassazione, sostenendo che:

  • le parti non possono prolungare il preavviso di dimissioni previsto dal contratto collettivo;
  • l'accordo sottoscritto fa emergere un piano di disparità tra le parti;
  • la penale da pagare per il mancato rispetto del preavviso è eccessiva.

Senonché anche la Corte di Cassazione riconosce la legittimità del patto e rigetta il ricorso del dipendente.

Vedi anche:

Guida alle Dimissioni del Lavoratore

Le Dimissioni del Lavoratore con Contratto a Tempo Determinato

Le Dimissioni del Dirigente

Le Dimissioni e l'Incentivo all'Esodo

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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