lunedì 3 agosto 2015

Licenziamento per scarso rendimento e tempestività della contestazione disciplinare

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Un lavoratore viene licenziato per scarso rendimento.

Nello specifico, al dipendente viene contestato di non aver compilato alcuni moduli diretti a valutare annualmente l'operato degli altri lavoratori e di non essersi impegnato particolarmente in un determinato periodo.

Nell'arco di 2 settimane, infatti, il lavoratore risulta aver gestito solo 6 ordini di acquisto, a fronte dei 40 giornalieri e dei 200 settimanali evasi dagli altri dipendenti.

Ma il lavoratore non condivide il giudizio sul suo operato e per tale ragione impugna il proprio licenziamento.

Senonché la Corte d'Appello respinge il punto di vista del lavoratore e conferma la legittimità del recesso.

Secondo la Corte, infatti, gli addebiti a carico del lavoratore sono effettivamente sussistenti e sono stati contestati tempestivamente.

A questo punto il dipendente propone ricorso per cassazione, sostenendo che:

  • i report sul suo operato sono stati consegnati al datore ad ottobre, mentre la contestazione è avvenuta (tardivamente) solo nel marzo successivo;
  • l'azienda non ha invitato il lavoratore ad allinearsi agli standards degli altri dipendenti, venendo così meno al principio di buona fede;
  • vi è una sproporzione tra fatto contestato e sanzione irrogata, soprattutto in virtù del fatto che il contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro non prevede il licenziamento per ipotesi di questo genere.

Tuttavia la Corte di Cassazione condivide le ragioni alla base della decisione della Corte d'Appello e pertanto conferma la legittimità del licenziamento.

Rileva infatti la Cassazione che:

  • vi è stata una forte sproporzione tra l'attività del lavoratore licenziato e quella dei suoi colleghi, alcuni dei quali presentano inquadramento e mansioni inferiori;
  • il discostamento dai parametri medi di produzione può costituire indice di non esatta esecuzione della prestazione lavorativa;
  • la contestazione è stata tempestiva, dal momento che la valutazione dello scarso rendimento richiede tempo ed ha per oggetto non singoli episodi, ma la condotta continuativa del dipendente;
  • la presunta sproporzione tra fatto contestato e sanzione irrogata non può essere valutata, in quanto il contratto collettivo non è stato depositato in giudizio.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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