lunedì 31 agosto 2015

L'assenza presso il domicilio durante il periodo di malattia non giustifica il licenziamento del dirigente

Vedi anche:

Un lavoratore dirigente è costretto ad assentarsi per malattia dal lavoro.

Durante il decorso della malattia, tuttavia, lo stesso non risulta reperibile presso il suo domicilio.

L'azienda viene inoltre a sapere che il dirigente, tempo addietro, ha effettuato una telefonata ad una dipendente in cui ha anticipato alla stessa che il suo contratto di lavoro non le sarebbe stato rinnovato.

Per entrambi i motivi l'azienda apre un procedimento disciplinare a carico del dirigente.

Nonostante le difese e le giustificazioni rese dal lavoratore, l'azienda decide di licenziarlo.

A questo punto, però, il dirigente impugna il licenziamento e la questione finisce in giudizio.

Il giudice di primo grado dichiara l'illegittimità del licenziamento, e così anche il giudice dell'appello.

Quest'ultimo, in particolare, rileva che il mancato reperimento del lavoratore presso il suo domicilio durante la malattia e la telefonata effettuata alla dipendente non costituiscono giusta causa o giustificato motivo oggettivo di licenziamento.

La questione sembra chiusa, senonché l'azienda decide di proporre ricorso per cassazione, facendo rilevare che il licenziamento del dirigente può essere giustificato anche da un semplice dissidio sulla politica aziendale che va a compromettere il rapporto di fiducia tra le due parti, sicché i 2 episodi contestati al lavoratore ben possono giustificare il recesso.

Non è tuttavia d'accordo la Corte di Cassazione, secondo la quale i 2 episodi posti alla base del recesso non sono di entità e gravità tali da giustificare il licenziamento, il quale pertanto va dichiarato illegittimo.

Vedi anche:

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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