lunedì 17 agosto 2015

Illegittimo il licenziamento per scarso rendimento se scaturito da assenze per malattia

Vedi anche:


Un lavoratore alle dipendenze di un'azienda esercente il servizio di trasporto pubblico viene licenziato per scarso rendimento.

Il lavoratore impugna il licenziamento ma, sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, si vede respingere le proprie pretese.

E' quindi costretto a proporre ricorso per cassazione avverso la sentenza emessa dalla Corte di Appello.

La sua difesa è basata sul fatto che:

  • la contestazione disciplinare alla base del licenziamento è generica (in effetti la stessa non contiene dati comparativi che consentano di stabilire quale dovesse essere il rendimento normale dal quale il lavoratore si sarebbe discostato);
  • la Corte di Appello ha ritenuto che lo scarso rendimento potesse essere denotato anche dalle ripetute assenze per malattia effettuate dal dipendente, mentre invece secondo il lavoratore le assenze per malattia non sono imputabili a sua colpa e quindi non possono giustificare il licenziamento per scarso rendimento;
  • per giustificare il licenziamento l'azienda si è rifatta anche a richiami disciplinari a carico del lavoratore risalenti ad 8 e 10 anni prima, ai quali però non è mai seguita né formale contestazione disciplinare né tantomeno la relativa sanzione, per cui sarebbe lecito pensare che l'azienda considerasse poco gravi tali fatti;
  • la malattia non è stata simulata (al riguardo il lavoratore ha subìto 1 solo richiamo per mancato invio del certificato di malattia, poi non seguito da alcuna contestazione disciplinare).

La Corte di Cassazione, investita della questione, ritenendo che:

  • secondo la normativa di settore delle aziende esercenti il trasporto pubblico il lavoratore può essere licenziato per scarso rendimento solo per palese insufficienza imputabile a sua colpa, e quindi per imperizia, incapacità, negligenza, ma non per assenze dovute a malattia, le quali evidentemente non denotano colpa del dipendente;
  • lo scarso rendimento non può essere dimostrato dai plurimi precedenti disciplinari;

dopo aver dichiarato ingiustificato il licenziamento, annulla la decisione di secondo grado e rinvia la causa nuovamente dinanzi alla Corte d'Appello.

Vedremo ora quale sarà la nuova decisione del giudice di secondo grado.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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