lunedì 8 giugno 2015

Licenziamento collettivo: il datore deve giustificare la scelta in un solo settore dei lavoratori da licenziare

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Un'azienda, dopo aver rilevato l'esubero di un certo numero di lavoratori alle sue dipendenze, decide di aprire una procedura di licenziamento collettivo nei loro confronti.

In un primo momento l'azienda giustifica la procedura con una situazione di crisi economica generale che ha portato i costi a diventare esorbitanti rispetto ai ricavi.

Successivamente, però, decide di chiudere solamente 2 sedi produttive e di licenziare i dipendenti che ivi vi lavorano.

Tra questi, una lavoratrice impugna il licenziamento ma si vede respingere le proprie ragioni nel primo grado di giudizio.

In appello, invece, la decisione viene ribaltata ed il licenziamento è annullato.

Secondo la Corte d'Appello la motivazione con la quale la procedura è stata aperta è inadeguata, dal momento che in essa si fa riferimento ad una situazione di crisi generale, ma nulla viene invece detto sul perché i licenziamenti hanno interessato solo 2 sedi dell'azienda.

In base alla motivazione fornita, cioè, il datore avrebbe dovuto effettuare una comparazione tra i lavoratori di tutte le sedi e, tra questi, scegliere i dipendenti da licenziare.

A questo punto l'azienda impugna la decisione di secondo grado con il ricorso per cassazione.

Senonché anche la Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento.

Rileva infatti la Cassazione che la procedura di licenziamento collettivo deve essere improntata a trasparenza, onde consentire al sindacato di verificare le ragioni poste alla base del recesso e la corretta applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare.

Questo significa che dalla motivazione posta alla base della procedura devono evincersi le ragioni per cui i licenziamenti interesseranno solo un determinato settore e, in questo, solo determinati lavoratori.

Nel caso di specie, l'azienda ha giustificato i licenziamenti con una crisi economica generale (che avrebbe dovuto quindi interessare tutte le sedi), ma poi ha deciso di chiudere solo 2 sedi senza tuttavia motivare tale scelta.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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