lunedì 1 giugno 2015

E' illegittimo il licenziamento economico se il datore non prova l'impossibilità di impiegare diversamente il lavoratore

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Un lavoratore viene licenziato per soppressione del posto di lavoro.

Il dipendente, però, impugna tale licenziamento economico e, sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, si vede accogliere le proprie ragioni.

La Corte d'Appello, infatti, sul presupposto che l'azienda non è riuscita a dimostrare l'impossibilità di utilizzare il lavoratore in altre mansioni (c.d. obbligo di repechage), dichiara illegittimo il licenziamento e condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno nei confronti del dipendente.

Avverso tale pronuncia l'azienda propone ricorso per cassazione, sostenendo che la Corte d'Appello ha trascurato le prove, fornite dal datore, riguardo:

  • la mancata assunzione di altri impiegati nel periodo in cui è stato intimato il licenziamento;
  • la riduzione dell'attività produttiva nel medesimo periodo.

Ma la Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento.

Secondo la Cassazione, infatti, il datore ha sì dimostrato la riduzione di attività produttiva, ma non ha invece provato l'impossibilità di impiegare diversamente il lavoratore, cioè che non vi fossero altri posti disponibili.

La Cassazione chiarisce inoltre che per poter dimostrare l'impossibilità di impiegare il dipendente in altri posti a disposizione non è sufficiente provare che non vi sono state assunzioni nel medesimo posto del lavoratore licenziato.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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