lunedì 18 maggio 2015

Licenziamento collettivo illegittimo se non sono indicate le modalità di applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare

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Una società farmaceutica individua una serie di lavoratori in esubero.

Trattasi di diversi dipendenti con qualifica di informatori scientifici.

Decide quindi di aprire una procedura di licenziamento collettivo a carico degli stessi.

Nell'ambito della procedura sono sentiti i sindacati e, d'accordo con gli stessi, vengono stabiliti i criteri di scelta dei lavoratori da licenziare.

In particolare viene pattuito che saranno estromessi dall'azienda quegli informatori scientifici in possesso dei requisiti per accedere alla pensione.

A questo punto l'azienda emette la comunicazione finale che chiude la procedura di licenziamento collettivo ed intima i licenziamenti.

Senonché uno dei lavoratori licenziati impugna il recesso e, sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, si vede accogliere il proprio ricorso.

Sia il Tribunale di primo grado, infatti, che la Corte d'Appello, dichiarano l'inefficacia del licenziamento e, conseguentemente, condannano l'azienda a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro ed a risarcirgli il danno occorsogli, pari a tutte le retribuzioni maturate nel periodo che va dal licenziamento fino alla reintegrazione nel posto di lavoro.

Secondo la Corte d'Appello, l'illegittimità del licenziamento deriva dal fatto che nella comunicazione finale della procedura di licenziamento collettivo l'azienda non ha provveduto ad indicare le modalità di applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare.

Non è d'accordo l'azienda, secondo la quale non era necessario indicare tali modalità di applicazione nella comunicazione finale, dal momento che il licenziamento ha riguardato tutti i lavoratori della qualifica interessata (cioè tutti gli informatori scientifici) aventi diritto a pensione.

Per tale motivo, l'azienda proporne ricorso per cassazione avverso la decisione di secondo grado.

Tuttavia anche la Corte di Cassazione conferma l'illegittimità del licenziamento.

Secondo la Cassazione, in effetti, le modalità di applicazione dei criteri di scelta dei lavoratori da licenziare vanno sempre indicate nella comunicazione finale della procedura di licenziamento collettivo.

E ciò per due ordini di ragione.

Anzitutto perché è necessario verificare se tutti i lavoratori in possesso dei requisiti previsti (cioè gli informatori scientifici aventi diritto alla pensione) sono stati inseriti nella categoria da scrutinare.

In secondo luogo perché, se i lavoratori appartenenti alla categoria in esubero (cioè gli informatori scientifici) sono in soprannumero rispetto alle unità che si è previsto di licenziare, è necessario verificare se sono stati correttamente applicati i criteri per l'individuazione dei lavoratori da licenziare.

Vedi anche:




Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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