lunedì 25 maggio 2015

Legittimo il licenziamento del lavoratore che sottrae somme di denaro senza emettere scontrino

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Un lavoratore con la qualifica di operatore pluriservizio presso un punto di ristoro viene licenziato per giusta causa per aver trattenuto, quale addetto alla cassa, somme di denaro versate dalla clientela.

Il dipendente impugna il licenziamento ma, sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, si vede respingere le proprie pretese.

In particolare, la Corte d'Appello ritiene giustificato il licenziamento sul presupposto che la sottrazione delle somme è stata provata sulla base di accertamenti compiuti da personale ispettivo appositamente incaricato dal datore di lavoro.

A questo punto il lavoratore impugna la sentenza di secondo grado con ricorso per cassazione, sostenendo che:

  • la specifica modalità di esecuzione della sottrazione (inserimento del denaro in un borsello posto sotto la cassa anziché nel contenitore apposito) non gli è stata contestata durante il procedimento disciplinare, né l'azienda ha provveduto a dedurla in sede di giudizio, ma essa è invece emersa dalla dichiarazioni di un solo testimone;
  • i colleghi di lavoro, nelle loro dichiarazioni, non hanno mai fatto riferimento a tale condotta;
  • non è stato provato un ammanco di cassa, così come non è stata dimostrata l'addebitabilità al lavoratore della presunta sottrazione;
  • alla cassa era indifferentemente addetta una pluralità di dipendenti (tutti con qualifica di operatore pluriservizio) a seconda dell'afflusso della clientela e delle conseguenti necessità, per cui chiunque avrebbe potuto sottrarre le somme di denaro.

Tuttavia anche la Corte di Cassazione rigetta il ricorso del lavoratore e conferma quindi la legittimità del licenziamento.

Secondo la Cassazione, infatti, i motivi dedotti dal dipendente tecnicamente non possono essere fatti valere in sede di ricorso per cassazione, dal momento che in tale giudizio il ricorrente può solo eccepire una errata applicazione della legge.

Rileva invece la Corte che il licenziamento deve ritenersi giustificato in quanto il personale ispettivo incaricato dal datore di lavoro ha accertato direttamente, ed in più occasioni, che il lavoratore non emetteva scontrino ed inseriva il denaro in un borsello anziché nella cassa.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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