lunedì 16 febbraio 2015

Novità in materia di licenziamento del dipendente pubblico che abusa della malattia

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Novità in vista in materia di licenziamenti dei dipendenti pubblici.

I dati parlano chiaro.

Tra il 2012 ed il 2013 il numero delle malattie riscontrate nel pubblico impiego è aumentato considerevolmente.

Di fronte a tali eventi ci si chiede se sia possibile licenziare il dipendente pubblico, imputando allo stesso uno scarso rendimento nello svolgimento della sua prestazione lavorativa.

Teoricamente sì, ed infatti le norme ci sono già, solo che sono poco applicate, dal momento che la riforma Brunetta (la quale avrebbe dovuto debellare definitivamente il fenomeno) non è stata ancora attuata completamente.

Di qui la proposta del Governo, finalizzata a migliorare la qualità dei controlli ed a rendere effettiva l'applicazione delle relative sanzioni.

Da un lato, infatti, i controlli sui certificati di malattia dei dipendenti pubblici, che oggi sono eseguiti dalle Asl, dovrebbero essere affidati all'Inps.

Ciò consentirà un miglioramento della qualità dei controlli stessi (in quanto l'Inps è meglio organizzata e dispone di sistemi informatici all'avanguardia) ed un considerevole risparmio di spesa (dal momento che oggi le Asl controllano un numero di certificati di malattia pari alla metà rispetto a quelli verificati dall'Inps nel settore dell'impiego privato, ma con un costo che, in proporzione, risulta molto elevato).

Dall'altro lato, la valutazione sul comportamento del dipendente pubblico che abusa della malattia, e la decisione sull'eventuale applicazione di sanzioni (la più grave delle quali è rappresentata dal licenziamento), dovrebbe essere affidata ad apposite commissioni ad hoc, da istituire all'interno delle pubbliche amministrazioni.

Questo permetterebbe di evitare che la decisione di recesso venga presa dal dirigente in carica, il quale potrebbe utilizzare questo “potere” per attuare “ritorsioni” nei confronti dei dipendenti che a lui rispondono.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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