venerdì 28 novembre 2014

Licenziamento economico valido per la società controllante, anche se intimato dalla società controllata

Vedi anche:


Un lavoratore viene licenziato per motivi economici dalla società A, alle cui dipendenze presta la propria attività.

Il dipendente, tuttavia, impugna il licenziamento, sostenendo di avere avuto un rapporto di lavoro anche con la società B, controllante (capogruppo) della società A, e che pertanto il recesso avrebbe dovuto essere intimato in forma scritta dalla società B.

Sul punto interviene il Giudice del Lavoro, il quale accerta che il licenziamento è stato intimato in forma scritta dalla società A e che la lettera di recesso è stata firmata da un soggetto avente la qualifica di legale rappresentante sia della società A che della società B.

La lettera è quindi idonea ad esprimere la volontà di entrambe le società di voler recedere dal rapporto di lavoro.

Di conseguenza il licenziamento è legittimo, e lo sarebbe stato anche nel caso in cui il lavoratore avesse dimostrato l'esistenza di un rapporto di lavoro con la società B.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

venerdì 21 novembre 2014

Jobs Act e novità in materia di licenziamenti



In questi giorni è in discussione presso gli organi competenti il provvedimento legislativo denominato “Jobs Act”, il quale apporta notevoli variazioni alla disciplina dei licenziamenti.

Premesso che il testo di legge non è ancora entrato in vigore, passiamo ad analizzare le novità che presumibilmente saranno introdotte a breve.

La norma è applicabile a tutti i lavoratori che, a partire dal 1 gennaio 2015, saranno assunti nelle aziende con più di 15 dipendenti con contratto a tempo indeterminato (c.d. contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti).

In caso di successivo licenziamento, il dipendente potrà decidere di impugnare il recesso.

Se il Giudice del Lavoro accoglie il ricorso del lavoratore e quindi dichiara illegittimo il licenziamento, le conseguenze sono diverse a seconda del tipo di licenziamento intimato:

  • se è stato intimato un licenziamento discriminatorio (es. per motivi politici, sindacali, di razza, lingua, sesso, ecc.), il dipendente ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro ed al risarcimento del danno;
  • se è stato intimato un licenziamento nullo (es. durante i periodi protetti, come ad esempio in periodo di gravidanza, maternità, ecc.), il dipendente ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro ed al risarcimento del danno;
  • se è stato intimato un licenziamento economico (cioè legato a difficoltà finanziarie dell'azienda), il dipendente ha diritto solo al risarcimento del danno, il quale cresce con l'anzianità di servizio;
  • se è stato intimato un licenziamento disciplinare (cioè legato ad inadempienze o condotte estremamente gravi del lavoratore), in linea di massima il dipendente ha diritto solo al risarcimento del danno; tuttavia, nei casi in cui l'illegittimità del licenziamento è particolarmente grave (tali casi saranno individuati mediante appositi decreti attuativi), il dipendente avrà diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro ed al risarcimento del danno.

Il Jobs Act, inoltre, si pone come obiettivo quello di modificare i termini per impugnare il licenziamento.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network. 

lunedì 17 novembre 2014

Il licenziamento del dipendente pubblico. Motivi di impugnazione, rimedi e tutela


Il licenziamento del dipendente pubblico (ivi incluso il dirigente pubblico) è soggetto a norme particolari, in parte differenti da quelle valevoli per il lavoratore del settore privato.

La materia, di per sé non semplice, è resa ancor più complessa dalle continue modifiche normative.

Di qui l’esigenza della presente guida, il cui scopo è quello di fungere da punto di riferimento per quanti, amministrazioni o lavoratori, hanno la necessità di intimare un licenziamento o difendersi da esso.

Di seguito vengono elencati gli argomenti trattati:

  • Casi in cui la Pubblica Amministrazione è tenuta a recedere dal rapporto di lavoro.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico dovuto all'impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa.
  • Forma dell'atto di licenziamento del dipendente pubblico.
  • Motivi di licenziamento del dipendente pubblico.
  • Organo competente ad intimare il licenziamento del dipendente pubblico.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico per ragioni disciplinari: procedura, ufficio competente, obblighi a carico della Pubblica Amministrazione, contestazione dell'infrazione e relativo termine, casi di invalidità del licenziamento, termine per la conclusione del procedimento.
  • Casi principali di licenziamento disciplinare del dipendente pubblico .
  • Il licenziamento per ragioni discriminatorie: casi, onere della prova, intento discriminatorio e infrazioni disciplinari, conseguenze.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico in periodo di gravidanza, maternità e paternità: conseguenze, diritti del lavoratore, onere della prova, cautele della Pubblica Amministrazione, inizio del periodo di gravidanza, tutela spettante in caso di adozione.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico a causa di matrimonio: conseguenze, diritti del lavoratore, onere della prova, cautele della Pubblica Amministrazione.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico durante il periodo di prova: il problema della motivazione, conseguenze in caso di illegittimità, il c.d. doppio periodo di prova.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico per inidoneità psicofisica: accertamento dell'inidoneità, soluzioni alternative al licenziamento, provvedimenti cautelari, rifiuto di sottoporsi all'accertamento e relative conseguenze.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico per raggiungimento del massimo contributivo: aggiornamenti e ripristino della norma originaria, categorie di dipendenti esclusi dal licenziamento, requisiti per procedere al recesso, permanenza in servizio oltre l'età pensionistica.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico per condanna penale: norme applicabili e casi, rapporti tra processo penale e procedimento disciplinare.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico per eccedenze di personale o per ragioni economiche: obblighi e divieti a carico della Pubblica Amministrazione, tipologie di eccedenza, procedura di mobilità collettiva, misure e provvedimenti adottabili dall'amministrazione e relativo termine di adozione, alternative al licenziamento del dipendente pubblico, collocamento in disponibilità ed effetti per il dipendente.
  • Diritti del dipendente pubblico in caso di illegittimità del licenziamento.
  • Il licenziamento del dirigente pubblico: ipotesi di recesso, responsabilità dirigenziale e relative conseguenze, spoils system e garanzie in favore del dirigente pubblico, procedimento disciplinare.
  • La risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con il dirigente pubblico.
  • Diritti del dirigente pubblico in caso di illegittimità del licenziamento.
  • Il licenziamento del dipendente pubblico nella contrattazione collettiva.

Tutto questo viene analizzato nella guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i riferimenti normativi e le note a corredo.

Attualmente la guida è la più completa presente sul mercato.

Essa si rivolge sia al lavoratore che all'amministrazione.

***

Questo è un post a contenuto aggiunto.

Rappresenta una vera e propria consulenza professionale sull'argomento e pertanto ha un costo (€ 25,00).

Se vuoi acquistarlo e leggerlo per intero, dopo avere inserito codice fiscale (se non sei dotato di partita iva) o partita iva (se sei dotato di partita iva), necessari per la fatturazione, clicca sul seguente pulsante Paypal!

A pagamento avvenuto, comparirà un link intitolato "Torna al sito Avv. Francesco Barletta". Clicca sul link e potrai scaricare il post in formato PDF.

In caso di problemi nel download, o se vuoi effettuare il pagamento con altra modalità, scrivi a francesco_barletta@libero.it


Codice Fiscale
Partita Iva

lunedì 3 novembre 2014

Legittimo il licenziamento del lavoratore che trasferisce la rubrica aziendale sul proprio pc e se ne serve per criticare l'impresa

Vedi anche:

Guida al Licenziamento per Giustificato Motivo Soggettivo. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

Un lavoratore svolge la propria attività alle dipendenze di una nota casa editrice.

Oltre a tale incarico, il dipendente è altresì dirigente di un sindacato operante in ambito aziendale.

Con il passare del tempo il sindacato e l'azienda entrano sempre più in contrasto tra loro, fino a che i loro rapporti diventano tesi.

Ed è proprio in questo clima che il lavoratore trasferisce sul proprio pc la rubrica contenente gli indirizzi e mail di tutti i dipendenti ed i collaboratori dell'azienda e se ne serve per inviare agli stessi alcune critiche nei confronti dell'impresa, accompagnate da relativi volantini.

Quando l'azienda viene a sapere del comportamento del dipendente, apre a carico dello stesso un procedimento disciplinare, al termine del quale intima il licenziamento.

Il provvedimento di recesso viene impugnato dal lavoratore ma, in secondo grado, la Corte d'Appello, ritenendo configurato il giustificato motivo soggettivo, conferma la legittimità della decisione aziendale.

A questo punto il dipendente impugna anche la sentenza di secondo grado e porta la questione dinanzi alla Corte di Cassazione.

Senonché anche la Corte conferma la legittimità del provvedimento aziendale.

Secondo la Corte, infatti, la condotta del lavoratore è rilevante dal punto di vista disciplinare.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.