lunedì 22 dicembre 2014

Illegittimo il licenziamento per scarso rendimento del lavoratore

Vedi anche:


Un lavoratore viene accusato di scarso rendimento.

In particolare al dipendente viene contestato di aver svolto un numero di ore lavorative inferiore del 20% rispetto a quelle dovute.

Il tutto in un arco di tempo di 5 mesi.

Il lavoratore viene quindi licenziato.

A questo punto il dipendente impugna il licenziamento e, dopo il primo grado di giudizio, la questione finisce dinanzi alla Corte d'Appello, la quale dichiara illegittimo il recesso e condanna l'azienda a reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro ed a risarcirgli il danno subìto.

L'azienda è quindi costretta a presentare ricorso per cassazione, al fine di ribaltare la sentenza di secondo grado.

Secondo la Corte di Cassazione, bene ha fatto la Corte d'Appello a considerare sproporzionato il licenziamento del dipendente.

Nel corso del giudizio è stato infatti accertato che:

  • il lavoratore aveva subìto un demansionamento;
  • lo stesso era rimasto parzialmente inattivo per diverso tempo;
  • lo scarso rendimento si era verificato durante il periodo di parziale inattività;
  • lo scarso rendimento era limitato, in quanto avvenuto in un arco di tempo esiguo (solo alcuni mesi) rispetto alla durata complessiva del rapporto di lavoro (pari a 5 anni);
  • il dipendente non aveva precedenti disciplinari a suo carico.

Alla luce degli elementi summenzionati, la Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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