mercoledì 3 dicembre 2014

Illegittima la trasformazione del licenziamento collettivo in licenziamento individuale (o per giustificato motivo oggettivo)

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Un'azienda intende licenziare più di 4 lavoratori nell'arco di 120 giorni.

Per tale motivo, viene aperta la procedura di licenziamento collettivo, durante la quale il datore si confronta con le parti sindacali.

Al termine della procedura l'azienda intima il licenziamento; tuttavia non osserva alcuni requisiti previsti dalla legge.

Ne deriva l'illegittimità dei licenziamenti, con la condanna del datore di lavoro alla reintegrazione dei dipendenti nel posto di lavoro.

A questo punto l'azienda tenta di correre ai ripari, cercando di far passare il licenziamento collettivo come licenziamento individuale (o per giustificato motivo oggettivo), come tale non soggetto ai rigidi requisiti previsti dalla procedura di recesso collettivo.

Sul punto interviene la Cassazione, la quale rileva come i licenziamenti intimati sono comunque privi di motivazione, requisito essenziale per i licenziamenti individuali.

Viene quindi confermata l'illegittimità dei licenziamenti intimati e la condanna del datore alla reintegrazione dei dipendenti nel posto di lavoro.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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