mercoledì 22 ottobre 2014

Illegittimo il licenziamento del lavoratore che rifiuta la direzione di un punto vendita

Vedi anche:


Ad un dipendente di un'azienda esercente il commercio e la vendita di alimenti e bevande, avente la qualifica di quadro, viene proposto di assumere temporaneamente la direzione di un ipermercato.

Il lavoratore, ritenendo che il nuovo incarico comporti lo svolgimento di una mansione superiore rispetto a quella fino ad allora svolta, rifiuta la proposta.

Senonché l'azienda, interpretando tale rifiuto come un inadempimento contrattuale, apre un procedimento disciplinare a carico del dipendente, al termine del quale intima il licenziamento.

Il provvedimento è tuttavia impugnato dal lavoratore.

In secondo grado la Corte d'Appello dichiara che il licenziamento è legittimo.

Ma il dipendente impugna la decisione e propone ricorso per cassazione.

A questo punto la Corte di Cassazione ribalta la decisione di secondo grado, sostenendo che il licenziamento è invece illegittimo.

Secondo la Corte, infatti, la direzione di un punto vendita comporta una maggiore responsabilità per il lavoratore.

Ciò soprattutto dal punto di vista penale.

La legge in effetti prevede una serie di responsabilità penali in materia alimentare.

Assumere la direzione di un punto vendita, quindi, espone il dipendente al rischio di subìre imputazioni penali, di per sé già pregiudizievoli.

Tale aggravio è giustificato nel solo caso in cui l'incarico di direzione rientri tra le mansioni del lavoratore.

Nel caso di specie, invece, la Corte accerta che la nuova mansione esula da quella propria del dipendente e che pertanto il suo rifiuto è legittimo.

La sentenza di secondo grado è stata quindi annullata.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

Contribuisci anche tu a far crescere il sito!
Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo sui principali social network.

Nessun commento:

Posta un commento