domenica 10 agosto 2014

Illegittimo il licenziamento del lavoratore che denuncia irregolarità aziendali penalmente rilevanti


Un lavoratore viene a conoscenza di alcune irregolarità commesse dall’azienda presso cui è impiegato.

Decide quindi di presentare denuncia penale avverso il datore di lavoro.

Alla denuncia vengono allegati alcuni documenti aziendali riguardanti la posizione lavorativa del dipendente.

Senonchè l’azienda, venuta a sapere dell’esposto, apre un procedimento disciplinare a carico del lavoratore, al termine del quale, ritenendo leso l’obbligo di fedeltà e configurata la sottrazione di documenti aziendali, intima il licenziamento.

Il recesso viene però impugnato dal dipendente.

Dopo vari gradi di giudizio, chiamata a pronunciarsi sulla questione è la Corte di Cassazione, la quale dà ragione al lavoratore.

Secondo la Corte, infatti, il denunciare un fatto in sede penale deve ritenersi lecito.

Trattasi, in effetti, di una facoltà che la legge riconosce in favore del cittadino venuto a conoscenza di fatti penalmente rilevanti.

In alcuni casi, addirittura, il cittadino è obbligato a presentare denuncia penale, come ad esempio avviene per gli esercenti le professioni sanitarie che, nello svolgimento della loro attività, vengono a conoscenza di reati.

Nella fattispecie, inoltre, la condotta del lavoratore non è idonea a ledere il rapporto fiduciario esistente tra sé ed il datore, dal momento che il dipendente deve limitarsi a svolgere il proprio lavoro, ma non ha certo l’obbligo di tenere nascosti segreti aziendali che non sono connessi alle esigenze produttive e/o commerciali dell’impresa.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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