domenica 13 luglio 2014

Legittimo il licenziamento del lavoratore protagonista di mancato rientro dopo la malattia

Vedi anche:


Un lavoratore contrae malattia.

Nell’immediatezza del fatto al dipendente viene rilasciata apposita certificazione medica, la quale stabilisce in 15 giorni il periodo di guarigione.

Il lavoratore, quindi, consegna tale certificato medico al datore di lavoro.

Successivamente, però, il dipendente si sottopone ad altre visite mediche, in seguito alle quali viene rilasciato un nuovo certificato.

Questa volta il periodo di guarigione è stimato in 10 giorni.

Il lavoratore, però, non se ne accorge e consegna anche questo certificato al datore di lavoro.

Alla scadenza dei 10 giorni il dipendente non rientra al lavoro, prendendo per buono il periodo di guarigione (15 giorni) indicato nel primo certificato.

Il datore di lavoro, preso atto del mancato rientro, dopo 4 giorni contesta l’assenza ingiustificata al lavoratore.

Apre così un procedimento disciplinare a suo carico, al termine del quale intima il licenziamento.

A questo punto il dipendente impugna il recesso e, dopo vari gradi di giudizio, la questione viene portata innanzi alla Corte di Cassazione.

Secondo la Corte il lavoratore ha l’onere di verificare le prognosi contenute nei certificati medici che gli vengono rilasciati.

In caso contrario si configura un comportamento negligente del dipendente.

Il licenziamento è pertanto legittimo.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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