giovedì 1 maggio 2014

Il licenziamento deciso a seguito del matrimonio della lavoratrice


Il caso del quale ci occupiamo riguarda una lavoratrice che viene licenziata da un’azienda a seguito di una ristrutturazione interna, seguita da un affidamento all’esterno di alcuni servizi, tra cui quelli ai quali è addetta la dipendente.

La lavoratrice impugna il licenziamento, sostenendo che lo stesso è avvenuto a causa di matrimonio: la dipendente, in effetti, si è sposata da poco ed invoca la tutela che la legge prevede in questi casi, ovvero il divieto di licenziamento fino all’anno successivo alle nozze.

L’azienda, dal canto suo, eccepisce che il licenziamento è stato attuato dopo l’anno successivo alle nozze.

Secondo la lavoratrice, invece, anche se il licenziamento è stato attuato in seguito, esso è stato comunque deciso nel periodo tutelato.

Chi ha ragione?

A decidere è la Cassazione, secondo la quale ciò che rileva è il momento in cui il licenziamento viene deciso, e non invece il momento in cui il licenziamento viene attuato.

Per questa ragione è illegittimo il licenziamento deciso entro il periodo protetto (cioè entro l’anno successivo al matrimonio), anche se attuato dopo tale periodo.

Una diversa interpretazione consentirebbe al datore di lavoro di aggirare la normativa prevista a tutela dei lavoratori che hanno da poco contratto matrimonio.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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