giovedì 24 aprile 2014

Licenziamento per il dipendente bancario che appone firme false


Al dipendente di banca vengono spesso affidate mansioni di elevata responsabilità.

Quando ciò accade, il rapporto fiduciario che si viene ad instaurare con il datore di lavoro è massimo, per cui basta una piccola infrazione disciplinare ad incrinarlo.

Il comportamento del lavoratore, in questi casi, viene valutato con il massimo rigore.

Ciò si giustifica con il fatto che, a fare affidamento sulla lealtà e sulla correttezza del dipendente, non è solamente la banca datrice di lavoro, ma anche la clientela con la quale egli viene in contatto.

Se questo è il quadro di riferimento, non deve stupire che il dipendente bancario, il quale appone firme false in occasione dello svolgimento della prestazione lavorativa, rischia il licenziamento.

Trattasi di casi in cui la firma falsa è utilizzata per prelevare somme di denaro dal conto corrente di un parente, oppure per incassare assegni non trasferibili intestati al parente stesso.

Il tutto per evitare che il parente si rechi in banca di persona e perda del tempo “prezioso” per effettuare le operazioni.

Secondo la Cassazione questo comportamento è illegittimo, poiché fa ritenere il lavoratore non più idoneo all’esatto adempimento delle prestazioni future.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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