giovedì 10 aprile 2014

Licenziamento illegittimo, risarcimento del danno e pagamento dell’indennità sostitutiva della reintegrazione

Vedi anche:


Un lavoratore alle dipendenze di un’azienda con più di 15 dipendenti viene licenziato.

Il lavoratore impugna il licenziamento, sostenendo che lo stesso è illegittimo.

Chiede quindi la reintegrazione nel posto di lavoro ed il risarcimento del danno, pari alle mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello dell’effettiva reintegrazione.

Durante il giudizio, però, il dipendente cambia idea e, al posto della reintegrazione, chiede il pagamento dell’indennità sostitutiva della reintegrazione, pari a 15 mensilità, così come consentitogli dalla legge.

Insieme all’indennità chiede altresì il risarcimento del danno, pari alle mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello in cui l’azienda provvederà al pagamento dell’indennità sostitutiva.

Si oppone l’azienda, secondo la quale il risarcimento del danno deve essere pari alle mensilità maturate dal giorno del licenziamento a quello in cui il lavoratore ha rinunciato alla reintegrazione, in cambio della relativa indennità sostitutiva.

Chiamato a decidere è il Giudice del Lavoro, il quale dichiara illegittimo il licenziamento, ma sul punto del risarcimento dà ragione all’azienda.

Al dipendente spetta dunque l’indennità sostitutiva della reintegrazione, pari a 15 mensilità, ed il risarcimento del danno, pari alle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento al giorno in cui è stata esercitata l’opzione per l’indennità sostitutiva.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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