lunedì 7 aprile 2014

Il licenziamento privo di motivazione nelle aziende con meno di 15 dipendenti

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Un lavoratore alle dipendenze di una azienda con meno di 15 dipendenti viene licenziato.

Nella lettera di licenziamento, tuttavia, non v’è traccia della motivazione.

Il dipendente decide allora di impugnare il recesso, facendo valere tale vizio di forma.

Il Giudice riconosce che la lettera di licenziamento è effettivamente carente della motivazione.

Ma allora, che tipo di tutela riconoscere al lavoratore?

Sicuramente è da escludere la reintegrazione nel posto di lavoro, in quanto l’azienda ha meno di 15 dipendenti, e dunque ad essa non è applicabile l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

Il dipendente avrà allora diritto al semplice risarcimento del danno, da determinare secondo le regole – previste dal codice civile – in materia di inadempimento contrattuale.

In particolare, per la quantificazione il magistrato potrà anche fare riferimento alle retribuzioni che il lavoratore non ha più potuto percepire a causa dell’illegittimo licenziamento subìto.

Il principio è stato di recente ribadito dalla Corte di Cassazione.

Per ottenere il risarcimento del danno, inoltre, il dipendente non è tenuto a costituire in mora il datore di lavoro, e quindi ad offrirgli le sue prestazioni lavorative.

L’importante, infatti, è che il lavoratore non abbia tenuto una condotta incompatibile con la volontà di mantenersi comunque a disposizione dell’azienda.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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