lunedì 31 marzo 2014

Licenziamento e appalto: l’indennità di mancato preavviso non è dovuta dalla società committente


La società B porta a termine i lavori ordinati e l’appalto cessa.

Successivamente alla cessazione dell’appalto, la società B licenzia un proprio lavoratore senza dargli preavviso.

Il lavoratore, quindi, reclama il pagamento dell’indennità di mancato preavviso.

Secondo il lavoratore l’indennità di mancato preavviso ha natura retributiva e quindi può essere pretesa non soltanto dalla società B (che lo ha licenziato), ma anche dalla società A (che ha conferito l’appalto al suo datore di lavoro).

Si tratterebbe di un caso di responsabilità solidale delle due società (committente e appaltatrice).

La società A non è d’accordo e si apre un contenzioso.

Interviene sull’argomento la Corte di Cassazione, secondo la quale la società A (committente) non è tenuta a pagare l’indennità di mancato preavviso.

Il lavoratore dovrà quindi rivolgersi alla società B.

Secondo la Corte non vi è alcun nesso tra la cessazione dell’appalto ed il licenziamento del lavoratore.

I fatti di causa, infatti, dimostrano che il primo evento a verificarsi è stata la cessazione dell’appalto, e solo successivamente si è avuto il licenziamento del dipendente.

I due eventi, inoltre, non sono connessi, nel senso che il licenziamento non è stato causato dalla cessazione dell’appalto.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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