lunedì 17 marzo 2014

La rinuncia all’impugnazione del licenziamento in sede di conciliazione





La riforma Fornero ha introdotto l’obbligo, per il datore di lavoro, di effettuare un preventivo tentativo di conciliazione con il lavoratore dinanzi alla Direzione Territoriale del Lavoro, nel caso in cui intenda intimare un licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

In proposito si parla di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nei casi di ristrutturazione di reparti, soppressione del posto di lavoro, chiusura del cantiere edile, ecc. .

Ebbene, in presenza di un vizio nella procedura di recesso, il lavoratore che addiviene alla conciliazione in sede sindacale può legittimamente rinunciare ad impugnare il licenziamento?

E’ il questito che Confindustria ha posto al Ministero del Lavoro.

Secondo il Ministero il lavoratore può legittimamente disporre del vizio di natura procedurale.

Per questo motivo è pienamente valida la rinuncia all’impugnazione del licenziamento formulata in sede conciliativa, così come pienamente valido e produttivo di effetti giuridici deve intendersi l’accordo transattivo raggiunto con il datore di lavoro.

La rinuncia all’impugnazione del licenziamento, inoltre, non comporta la perdita del diritto del lavoratore a percepire la nuova indennità di disoccupazione (ASpI).

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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