giovedì 13 marzo 2014

Il licenziamento del lavoratore protagonista di falsa timbratura del cartellino di ingresso

Vedi anche:


Ancora una volta la Cassazione si pronuncia su una falsa timbratura del cartellino di ingresso.

Il caso è quello di un lavoratore che, ripetutamente, aveva falsificato l’orario di ingresso in azienda.

Il comportamento era stato rilevato dal datore, il quale aveva aperto un procedimento disciplinare a carico del dipendente.

Al lavoratore erano state contestate anche altre condotte indebite.

Il dipendente, infatti, oltre alla falsa timbratura del cartellino, era arrivato ripetutamente tardi sul luogo di lavoro e si era allontanato dallo stesso in diverse occasioni, senza fornire giustificazione alcuna.

L’azienda si era dunque vista costretta ad intimare il licenziamento per giusta causa.

Il recesso era stato impugnato dal lavoratore, in realtà con ben poche speranze.

Ed infatti sul punto è intervenuta la Corte, la quale ha stabilito che un simile comportamento del lavoratore, anzi l’insieme delle condotte poste in essere, soprattutto se reiterate nel tempo (come appunto avvenuto nel caso di specie), è più che idoneo a far venir meno il rapporto di fiducia esistente tra datore di lavoro e lavoratore, e dunque a giustificare il licenziamento per giusta causa.

Vedi anche:
Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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