giovedì 6 marzo 2014

Il licenziamento del dipendente di banca che effettua operazioni sui conti correnti della clientela senza autorizzazione


Quella del dipendente di banca è una figura che di frequente finisce nel mirino del datore di lavoro.

Numerose sono infatti le condotte che, nel corso degli anni, sono state contestate all’impiegato bancario e che hanno portato al licenziamento dello stesso.

Spesso tali comportamenti vengono rilevati a seguito di accertamenti ispettivi disposti dall’azienda.

Recentemente la Cassazione ha avuto modo di esprimersi sul licenziamento di un dipendente che si era reso protagonista di attività illecite.

Il lavoratore in parola, infatti, aveva effettuato operazioni sui conti correnti della clientela senza le dovute autorizzazioni.

Per giustificare i movimenti bancari era arrivato al punto di contraffare le firme dei correntisti.

L’azienda aveva disposto una indagine interna dalla quale era emerso l’illecito.

Era stato quindi aperto un procedimento disciplinare a carico dell’impiegato, all’esito del quale era stato intimato il licenziamento per giusta causa.

Il dipendente non si era dato per vinto, ma anzi aveva impugnato il provvedimento di recesso dinanzi al Giudice del Lavoro.

La Cassazione, tuttavia, ha dato ragione all’istituto di credito, sostenendo che un simile comportamento è idoneo a far venir meno il rapporto di fiducia esistente tra datore di lavoro e lavoratore e quindi a giustificare il licenziamento in tronco.

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Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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