giovedì 6 febbraio 2014

Licenziamenti e politiche attive del lavoro. La situazione nel nostro Paese.





Il nostro Paese prevede una serie di ammortizzatori sociali, come ad esempio la cassa integrazione o la mobilità, per i lavoratori in procinto di essere licenziati.

Gli ammortizzatori sociali garantiscono un sostegno al reddito dei dipendenti coinvolti dalla crisi aziendale.

Questo sistema, tuttavia, è di tipo passivo, nel senso che si limita ad attenuare temporaneamente le conseguenze economiche subite dal lavoratore, mentre si preoccupa poco della riqualificazione e della ricollocazione del dipendente (politiche attive).

Ciò può portare a dei paradossi, come nel caso in cui il lavoratore viene a godere della cassa integrazione per 4 anni, seguiti da 3 anni di mobilità, ed alla fine ritrovarsi disoccupato comunque.

Nei 7 anni, cioè, molto viene fatto dal punto di vista del sostegno economico, ma poco per quanto riguarda il reinserimento del dipendente nel mondo del lavoro.

Questa impostazione risulta in contrasto con quella europea, laddove si insiste molto di più sulle politiche attive del lavoro piuttosto che su quelle passive.

Al di fuori del nostro Paese, infatti, il dipendente rimane lontano dal mondo del lavoro per un tempo più breve e, quando rientra, magari lo fa con mansioni diverse.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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