lunedì 10 febbraio 2014

La riforma Fornero ed il licenziamento per motivi disciplinari

Vedi anche:


Guida al Licenziamento per Giustificato Motivo Soggettivo. Motivi di Impugnazione, Rimedi e Tutela

La riforma Fornero ha inciso notevolmente sulla disciplina del licenziamento intervenendo, tra l’altro, sulle procedure di licenziamento per motivi disciplinari e sulle conseguenze cui può portare l’eventuale illegittimità del licenziamento stesso.

Innanzitutto viene confermata la necessità che il provvedimento disciplinare espulsivo sia preceduto dalla contestazione scritta degli addebiti e dall’assegnazione al lavoratore di un termine per produrre le proprie giustificazioni.

Ciò consente di instaurare, direttamente in azienda, un contraddittorio pieno tra azienda e lavoratore.

Inoltre la riforma stabilisce una tutela differenziata per le ipotesi in cui il licenziamento sia totalmente infondato (primo caso) rispetto a quelle nelle quali il provvedimento risulti non adeguatamente giustificato o comunque sproporzionato rispetto alle mancanze addebitate al lavoratore (secondo caso).

Nel primo caso, infatti, è prevista la reintegrazione nel posto di lavoro ed il risarcimento del danno; nel secondo, invece, il solo risarcimento del danno.

Ma quand’è che si può parlare di licenziamento disciplinare?

Il licenziamento disciplinare ricorre allorquando il lavoratore si rende protagonista di un comportamento manchevole di particolare gravità.

Se il livello di gravità della mancanza è notevole si parla di licenziamento per giusta causa; se invece il livello di gravità è più tenue si è di fronte ad un licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

Vedi anche:


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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