lunedì 17 febbraio 2014

Il licenziamento a seguito di infrazione disciplinare rilevata da personale di vigilanza, guardie giurate ed investigatori privati

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Il datore di lavoro il quale sospetta che il lavoratore abbia commesso una infrazione disciplinare, ha la possibilità di avviare delle indagini interne all’azienda, finalizzate a far luce sull’eventuale commissione dell’addebito.

Per fare questo, il datore di lavoro può anche avvalersi di personale di vigilanza.

E, in effetti, proprio il personale di vigilanza può accedere nei luoghi di lavoro durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, al fine di controllare l’attività lavorativa dei dipendenti e di fornire elementi valutativi al datore di lavoro.

Gli elementi valutativi serviranno per verificare l’esatto adempimento della prestazione.

Accanto al personale di vigilanza, il datore di lavoro può anche avvalersi di guardie giurate.

Le guardie giurate, tuttavia, a differenza del personale di vigilanza, non possono essere utilizzate per fini di controllo dell’attività lavorativa, ma solo per scopi di tutela del patrimonio aziendale.

Se il personale di vigilanza e le guardie giurate costituiscono gli strumenti utilizzati più frequentemente dal datore di lavoro, non è tuttavia escluso che egli, per rilevare l’infrazione disciplinare, si avvalga anche di propri dipendenti, adibiti sia a mansioni di vigilanza che di tutela del patrimonio aziendale, o di veri e proprio investigatori privati.

Questi ultimi, in particolare, possono controllare l’attività lavorativa svolta dal dipendente al di fuori dell’azienda.

E’ chiaro che il lavoratore ha tutto l’interesse di verificare che l’operato del controllore (sia esso personale di vigilanza, guardia giurata, dipendente od investigatore privato) sia sia svolto in maniera corretta e senza oltrepassare i limiti imposti dalla legge.

Un esercizio illegittimo dell’attività di controllo, infatti, può portare ad una dichiarazione di illegittimità del licenziamento.

Si comprende bene, dunque, come il confine tra licenziamento legittimo ed illegittimo sia estremamente sottile.

Al lavoratore, quindi, spetterà il compito di valutare approfonditamente l’attività di controllo, mentre al datore di lavoro quello di predisporre il tutto al meglio, onde evitare una contestazione del licenziamento che, seppur basato su fatti realmente accaduti, può diventare illegittimo a causa delle modalità con cui l’infrazione è stata rilevata.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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