lunedì 13 gennaio 2014

L’indennità di mancato preavviso spettante agli eredi del lavoratore

In questo articolo esamineremo l’incidenza che il preavviso può avere sugli eredi del lavoratore.

Come noto, in diverse fattispecie di licenziamento, il datore di lavoro è tenuto a dare il preavviso al dipendente.

Il diritto al preavviso è estremamente importante per il lavoratore, in quanto gli consente di programmare adeguatamente la ricerca di una nuova occupazione nella fase terminale del precedente rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro, tuttavia, può anche decidere di non rispettare il diritto al preavviso, e dunque di licenziare in tronco il lavoratore.

In questo caso al lavoratore spetterà una specifica indennità, chiamata indennità di mancato preavviso.

La funzione dell’indennità è quella di compensare il lavoratore per non aver potuto usufruire del tempo necessario a ricercare una nuova occupazione.

Tutto questo, evidentemente, riguarda la cessazione del rapporto di lavoro dovuta a decisione unilaterale del datore di lavoro (c.d. licenziamento).

Ma cosa accade nel caso in cui il rapporto di lavoro viene a cessare per morte del lavoratore?

A cosa hanno diritto gli eredi del lavoratore e che fine fa il diritto al preavviso?

Ebbene, la legge stabilisce che gli eredi hanno anzitutto diritto a ricevere il trattamento di fine rapporto (c.d. tfr), il quale va considerato quale retribuzione differita del lavoratore.

In secondo luogo spetta agli eredi l’indennità di mancato preavviso.

Ecco dunque che il preavviso maturato in vita dal lavoratore non viene perso ma, al contrario, viene riconosciuto ai suoi eredi sotto forma di indennità di mancato preavviso.

La funzione di questa indennità è ovviamente diversa da quella cui sopra si accennava.

Essa, infatti, ha natura tipicamente assistenziale nei confronti dei soggetti che si trovano ad affrontare le difficoltà connesse con la scomparsa del lavoratore.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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