lunedì 7 ottobre 2013

I presupposti per un corretto esercizio del potere di licenziamento e l’art.18 dopo la riforma Fornero



Il datore non può procedere al licenziamento del lavoratore liberamente.

Alla base dell’atto di recesso, infatti, deve esservi una giusta causa o un giustificato motivo.

Diventa allora importante definire i concetti di giusta causa e giustificato motivo, di per sé indeterminati.

L’operazione non è sempre semplice e spesso porta al contenzioso tra azienda e lavoratore.

Compito del giudice è proprio quello di verificare l’esistenza di tutti i presupposti affinchè il potere di estromissione del datore di lavoro possa dirsi correttamente esercitato.

Nel fare questo, la norma “in gioco” è spesso l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, il quale, però, risulta alquanto “depotenziato”, soprattutto a seguito dell’entrata in vigore della riforma Fornero.

L’applicazione dell’art.18, infatti, non porta più, sempre e comunque, alla reintegrazione nel posto di lavoro.

Sempre più numerosi, infatti, sono i casi in cui alla tutela reintegratoria si sostituisce quella risarcitoria.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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