martedì 17 settembre 2013

Obbligo di conciliazione in caso di licenziamento economico e lavoratore in malattia

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La recente riforma Fornero ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico l’obbligo, per il datore di lavoro avente alle proprie dipendenze più di 15 lavoratori, il quale intenda procedere al licenziamento di propri dipendenti per motivi economici (c.d. licenziamento economico o per giustificato motivo oggettivo), di esperire preventivamente un tentativo di conciliazione dinanzi ad un’apposita commissione.

A lungo ci si è interrogati se l’obbligo valesse o meno anche per il datore di lavoro che licenzia un proprio dipendente in malattia per superamento del periodo di comporto, vale a dire per superamento del periodo massimo entro il quale il lavoratore in malattia ha il diritto di conservare il proprio posto di lavoro.

Ebbene, la legge stabilisce ora che il datore di lavoro non è obbligato ad esperire il preventivo tentativo di conciliazione nei casi di licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Viene inoltre chiarito che il tentativo di conciliazione, nei casi in cui è obbligatorio, deve concludersi entro 20 giorni dalla trasmissione della convocazione, a meno che le parti, di comune accordo, non decidano di prolungare il tentativo stesso.

Fallito il tentativo di conciliazione, il datore di lavoro potrà intimare il licenziamento.

I riflettori saranno inoltre puntati sul comportamento tenuto dalle parti durante il tentativo stesso: in particolare, dalla mancata presentazione di una o di entrambe le parti, il giudice potrà trarre utili elementi (c.d. argomenti di prova) per giudicare sulla successiva controversia.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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