mercoledì 25 settembre 2013

Licenziamento per impedimenti fortuiti del lavoratore

Durante lo svolgimento del rapporto lavorativo può accadere che il dipendente venga ad assentarsi per malattia o infortunio.

La malattia o l’infortunio rappresentano tipici impedimenti fortuiti inerenti la persona del lavoratore.

In alcuni casi, e a determinate condizioni, la malattia o l’infortunio possono portare al licenziamento del dipendente.

Il lavoratore malato o infortunato, in effetti, ha diritto alla conservazione del posto di lavoro per un determinato periodo (c.d. periodo di comporto), la cui durata è stabilita dal contratto collettivo applicabile al rapporto di lavoro (es. 1 anno).

Decorso il periodo di comporto, tuttavia, se il lavoratore è ancora malato o infortunato, il datore di lavoro può procedere al licenziamento dello stesso.

Tale recesso prende il nome di licenziamento per superamento del periodo di comporto.

Qui la risoluzione del rapporto di lavoro non avviene automaticamente, vale a dire per il semplice decorso del periodo di comporto, ma è necessario che il datore di lavoro opti per l’estromissione del lavoratore dall’azienda.

Il datore di lavoro il quale intima un licenziamento per superamento del periodo di comporto non è tenuto ad addurre alcuna giustificazione.

Allo stesso modo, il datore di lavoro non è tenuto, prima di procedere con il licenziamento, a verificare la possibilità di reimpiegare il lavoratore in mansioni differenti (c.d. obbligo di repechage).

Ipotesi molto simile alla malattia o all’infortunio è rappresentata dalla sopravvenuta inidoneità fisica o psichica del lavoratore all’esecuzione della prestazione lavorativa, laddove essa abbia carattere permanente e non temporaneo.

Nonostante l’inidoneità, tuttavia, potrebbero esistere in azienda mansioni compatibili con le ridotte condizioni fisiche o psichiche del lavoratore.

Ragion per cui il datore di lavoro, prima di intimare il licenziamento, è qui tenuto ad adempiere al proprio obbligo di repechage.

Solo nel caso in cui non sia possibile reimpiegare il lavoratore in altre mansioni, dunque, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento dello stesso.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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