lunedì 30 settembre 2013

Licenziamento e datori di lavoro destinatari del nuovo art.18 dello Statuto dei Lavoratori

La riforma Fornero ha ampiamente modificato la disciplina contenuta nell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

In caso di illegittimità del licenziamento, infatti, non è più prevista solo ed esclusivamente la reintegrazione nel posto di lavoro.

In alternativa alla tutela piena, in effetti, vengono ora previste forme di risarcimento del danno, le quali non garantiscono la conservazione del posto di lavoro.

Ma a quali datori di lavoro va ora applicato l’art.18?

Nelle ipotesi meno gravi (es. licenziamento disciplinare o economico illegittimo), la disciplina continua ad essere applicabile solo ai datori di lavoro che, nella sede in cui ha avuto luogo il licenziamento, occupano più di 15 lavoratori (o più di 5 se si tratta di imprenditore agricolo), nonché ai datori di lavoro che, nell’ambito dello stesso comune, occupano più di 15 dipendenti (o, se imprenditore agricolo, più di 5 nel medesimo ambito territoriale), nonché ai datori di lavoro che occupano più di 60 dipendenti sull’intero territorio nazionale.

Problemi possono tuttavia sorgere nell’ipotesi in cui il lavoratore, nel momento in cui è licenziato, si trovi temporaneamente a prestare la propria attività lavorativa presso un’unità produttiva con meno di 16 dipendenti.

E’ il caso, cioè, del lavoratore che normalmente presta il proprio lavoro presso un’unità produttiva con più di 15 dipendenti (cui, anche nelle ipotesi meno gravi, è applicabile l’art.18), ma che, proprio nel momento del licenziamento, si trovi temporaneamente (ad esempio a causa di comando o distacco) a svolgere l’attività lavorativa presso un’unità produttiva più ridotta.

In questo caso ci si chiede se sia o meno applicabile l’art.18.

Ad ogni modo, l’art.18 non è applicabile al rapporto di lavoro degli autoferrotranvieri, che è disciplinato da norme proprie, né agli sportivi professionisti, i quali sono soggetti al c.d. recesso ad nutum.

Allo stesso modo l’art.18 non è applicabile ai soci lavoratori di cooperative, tutte le volte in cui venga a cessare, insieme con il rapporto di lavoro subordinato, anche quello associativo.

Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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