giovedì 8 agosto 2013

L’incentivo all’esodo dei lavoratori anziani vicini al pensionamento

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Il Ministero del Lavoro, con propria circolare, ha stabilito le modalità operative inerenti l’uscita anticipata dal mondo del lavoro dei lavoratori vicini al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento.

L’intervento è sostanzialmente finalizzato ad incentivare l’esodo dei lavoratori più anziani.

In cosa consiste l’incentivo?

Al riguardo il datore di lavoro deve garantire al lavoratore il pagamento di un importo pari al trattamento pensionistico spettante in base alle norme vigenti, ed all’Inps il pagamento della contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento.

Esistono tre modi per incentivare l’esodo dei lavoratori più anziani:

  • un accordo aziendale con le organizzazioni sindacali, il quale diventa vincolante nei confronti dei singoli dipendenti solo dopo l’accettazione da parte degli stessi;
  • un accordo sindacale raggiunto nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo, il quale prevede il pagamento in favore del lavoratore di un importo pari alla pensione fino a quel momento maturata;
  • un accordo intervenuto nell’ambito di una procedura di riduzione del personale dirigente, per la cui efficacia è necessaria l’adesione del lavoratore.

I datori di lavoro interessati sono quelli che hanno in media occupato più di 15 dipendenti nei 6 mesi precedenti.

Dal calcolo della media sono esclusi i lavoratori apprendisti ed i lavoratori titolari di un contratto di inserimento o di reinserimento.

Affinchè il lavoratore possa usufuire dell’incentivo è necessario che egli raggiunga i requisiti minimi per il pensionamento nei 4 anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro deve presentare all’Inps apposita domanda, una fideiussione bancaria in garanzia e la lista dei lavoratori interessati.

L’Inps, dopo aver effettuato i vari controlli nei confronti sia del datore di lavoro che del lavoratore, emette l’estratto conto certificato, valida le singole posizioni dei lavoratori, comunica al datore l’onere complessivo dell’operazione ed al lavoratore la prestazione iniziale.

Il lavoratore dovrà necessariamente accettare la prestazione.

L’accordo potrà essere invalidato se mancano i requisiti in capo al datore o al lavoratore.

Se il datore effettua il versamento in un’unica soluzione è liberato dall’obbligo di prestare la fideiussione bancaria in garanzia.


Avv. Francesco Barletta
www.licenziamento-dimissioni.com

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